Usmia: necessaria riforma diritto militare. Lo dice anche il Procuratore Generale Militare, De Paolis.

Usmia lo sostiene già da tempo. Cosa si attende? I militari, anche in questo tema, continuano ad essere trattati come cittadini di serie “b”.

Usmia Carabinieri prova soddisfazione e conforto per le parole espresse oggi dal Procuratore generale militare presso la Corte d’Appello, Marco De Paolis, nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario militare: (…).”Competenza irrisoria e non coordinata con ordinaria.. Resta anche
quest’anno forte e sentito l’auspicio che si possa addivenire presto alle necessarie e non oltre dilazionabili riforme, sia per rispetto verso le Forze Armate e sia per rispetto del Paese (…)”continuano a sovrapporsi processi ordinari a quelli militari con inutili diseconomie per lo Stato che deve provvedere a costosi processi celebrati inutilmente due volte davanti a giudici diversi, e costringendo il cittadino militare a costose – e sovrabbondanti – spese giudiziarie per difendersi davanti a due giurisdizioni per il medesimo fatto”.

Alfonso Montalbano, segretario Usmia riferisce: Condividendo in pieno le parole espresse dal Sig. procuratore Generale De Paolis, ricordiamo che più volte Usmia ha sollecitato la politica per una riforma urgente del codice penale militare. Un esempio su tutti è l’attuale permanenza del reato militare di
danneggiamento colposo, a fronte di un indirizzo della Giustizia ordinaria volta alla depenalizzazione dei reati minori, come stabilito dal Dlgs 8 del 2016. Oggi il Carabiniere o qualsiasi altro militare rischia il processo per aver danneggiato, colposamente, l’autovettura di servizio mentre si sta dirigendo verso una scena
del crimine per andare a salvare vite umane, come stabilisce l’art. 170 del codice penale militare, attività questa che non fa altro che ingolfare le Procure Militari e gli Uffici disciplina dei comandi di Corpo e svilire l’operato dei Carabinieri. Si segnala altresì una mancanza totale di tutela per le vittime dei reati connessi alla
violenza di genere all’interno della disciplina penale militare, nonostante i numerosissimi interventi in ambito ordinario della Giustizia e la oramai corposa presenza di personale femminile nelle Forze Armate. Tutto ciò pone, come in altri casi, i militari nella posizione di cittadini di serie “b” ma non possiamo non lamentarci dell’atteggiamento sordo e disinteressato di parte della politica per questa materia.

Roma li 25/02/2022

Il segretario esecutivo
Alfonso Montalbano

LA SEGRETERIA GENERALE

p.d.c. Alfonso Montalbano, mail ercc@usmia.it; cell. 3288924976

Alfonso Montalbano, segretario Usmia Carabinieri
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