USMIA: mancata corresponsione dei buoni pasto giornalieri

USMIA scrive al Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa. Di seguito la lettera con l’omissione del Comando coinvolto.

Egregio Capo di Stato Maggiore della Difesa,

con la presente desidero rappresentarLe le difficoltà che i colleghi delle (omissis) stanno attraversando per la mancata corresponsione, sinora da inizio anno, dei buoni pasto giornalieri maturati, in sostituzione della mensa obbligatoria di servizio.

Come noto, infatti, nell’ex (omissis) il servizio mensa è sottodimensionato rispetto al numero degli aventi diritto che operano nei vari Enti che insistono nel sedime. Di conseguenza, ad eccezione di una piccola percentuale di personale che usufruisce di tale servizio come detto entro la capacità recettizia dei locali all’uopo destinati- i dipendenti del (omissis) usufruiscono del buono pasto come compensazione della mancata possibilità di accedere alla mensa. Tuttavia, le procedure sviluppate dagli organismi amministrativi che supportano le citate (omissis) non consentono l’approvvigionamento dei buoni pasto in tempi rapidi (si deve tenere conto che al riguardo il Servizio Amministrativo competente si deve avvalere di apposite convenzioni stipulate dalla Consip Spa che, allo stato, pare risultino attive anche per la regione Lazio).

Nel caso di specie si osserva che:

– tali ritardi (dai 7 ai 10 mesi: nel 2022 i buoni pasto sono stati corrisposti a partire dal mese di ottobre e ancora nessuna corresponsione sul maturato nel 2023) non riguardano in maniera omogenea tutto il personale dell’Area Tecnico Amministrativa, ma solo quello delle (omissis) (il personale in servizio presso (omissis) riesce a percepire i buoni pasto sin dai primi mesi dell’anno e, per giunta, in formato elettronico, fiscalmente anche più conveniente);

– il personale militare in servizio presso le citate Direzioni Tecniche è pertanto costretto ad anticipare il controvalore del pasto giornaliero per cifre che mediamente superano gli 800 Euro, nelle more dell’erogazione dei buoni pasto maturati. Questa soluzione, soprattutto in questo periodo di crisi, con il carovita da record e gli stipendi praticamente fermi da anni, crea a molti colleghi -spesso monoreddito e lontani dai propri luoghi di origine e/o dalle proprie famiglie, per non parlare di chi purtroppo è separato/divorziato o con esposizioni debitorie in atto- enormi disagi.

Per quanto sopra esposto, chiedo a codesta Autorità di Vertice di promuovere ogni azione utile a

sollecitare gli organismi competenti per una celere soluzione strutturale della problematica in questione, privilegiando l’erogazione di buoni pasto elettronici che, come detto, non sono soggetti a imposizione fiscale.

Roma 20 luglio 2023

La Segreteria Generale

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