USMIA: MALGRADO L’ESIGENZA DI MAGGIORE SICUREZZA NAZIONALE E INTERNAZIONALE SEMBRA CONTINUARE L’OPERA DI SMANTELLAMENTO DELLE FORZE ARMATE A BREVE SARA’ IL TURNO DELLE COMMISSIONI MEDICO OSPEDALIERE MILITARI.

USMIA scrive al Signo Ministro della Difesa.

Signor Ministro

Negli ultimi 30 anni i termini di “riforma”, “interforze””, integrazione” sono apparsi, spesso, riconducibili a locuzioni del tipo “risparmi esagerati”, “tagli orizzontali”, “accorpamenti e riorganizzazioni obbligate” a scapito, non di rado, della gratificazione e del rispetto delle esigenze e delle aspettative del personale militare.

A fronte dei nuovi scenari di sicurezza internazionale, ci si attenderebbe una progressiva e rapida ricostruzione di ciò che negli anni è stato drasticamente ridimensionato e, invece, sembrerebbe che l’opera di smantellamento possa continuare in futuro anche con la ipotizzabile soppressione delle Commissioni Medico Ospedaliere. Esse, negli anni, hanno garantito la tutela dei militari, valutando, sul piano medico legale, le infermità subite nel corso delle attività servizio, correlate alle diverse specialità possedute, ai conseguenti impieghi usuranti e pericolosi svolti in ambito operativo e per i quali è richiesto il possesso di stringenti requisiti psico – fisici e sensoriali. Insomma, le Commissioni medico – Ospedaliere militari, progressivamente ridimensionate e che hanno assicurato compiti che solo chi conosce la realtà militare può svolgere adeguatamente, sembrano avere oggi le ore contate, ipotizzandosi la possibilità del trasferimento delle relative funzioni all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) che già con l’applicazione del D.L. 21 giugno 2022 n. 73 comincerà ad assumere le competenze attribuite alle Commissioni di Verifica ai fini della determinazione delle Cause di servizio per le infermità contratte dai militari. 

Deprechiamo fermamente che tale eventualità si verifichi, così come auspichiamo che il trasferimento delle competenze delle Commissioni di Verifica all’INPS venga tempestivamente rivisto, ritenendo che si tratterebbe di una ulteriore mancanza di riguardo nei confronti dei militari che si troverebbero ad essere giudicati per le infermità subite da chi ignora totalmente regole, condizioni di impiego e peculiarità che riguardano le Forze Armate e le Forze di Polizia.

Esaminiamo sommariamente l’evoluzione normativa registratasi negli ultimi anni:

  • il D. P. R. 461/01 aveva stabilito all’art. 6, para. 2 e 3 che per il personale delle FF. AA. e corpi assimilati “la diagnosi dell’infermità o lesione, …, e sull’idoneità al servizio, è effettuata dalla Commissione territorialmente competente … l’espletamento delle pratiche medico-legali in materia di accertamento dell’idoneità psico-fisica al servizio e di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio rimaneva, dunque, attribuita alle Commissioni Mediche militari Ospedaliere (denominate CC. MM. OO, o anche “Commissioni di I istanza);
  • a seguito della professionalizzazione delle Forze Armate (L. 226/2004) e, in controtendenza, degli ingenti tagli al bilancio della Difesa intervenuti progressivamente negli ultimi decenni, si è registrata una drastica riduzione del numero di CC-MM.OO., da 35 alle attuali 7 (Milano, Padova, La Spezia, Roma, Cagliari, Bari, Messina) con conseguenti forti disagi anche per coloro che sono affetti da patologie importanti, costretti ad attendere tempi biblici per la definizione della relativa pratica, a causa del sovraccarico di lavoro attribuito all’esiguo numero di Commissioni residuali;
  • il 5 settembre 2018, furono trasferite alcune incombenze delle Commissioni medico Ospedaliere militari alle Commissioni Mediche di Verifica (CC. MM. VV.) del M.E.F.;
  • con l’emendamento 45.501 al D.L. 3653, approvato in sede di conversione del D.L. 21 giugno 2022 n. 73, recante misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali, è stata prevista la soppressione delle attuali Commissioni Mediche di Verifica operanti in seno al Ministero dell’Economia e Finanze a decorrere dal 1° gennaio 2023 ed il trasferimento delle relative funzioni all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). 

Già prevediamo che il coinvolgimento di tale organismo, del tutto avulso dal mondo militare, sarà inevitabile causa di malcontento, di una crescita esponenziale del contenzioso e di possibile compromissione di informazioni sensibili che riguardano specializzazioni e compiti operativi svolti dagli specialisti militari delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine.

Con l’entrata in campo dell’INPS riteniamo che si sia “varcato il Rubicone” segnando inesorabilmente la possibilità della futura sopravvivenza delle stesse CC.MM.OO.

Ci attendiamo che l’Autorità politica, prendendo le distanze dal trend delineatosi progressivamente negli ultimi anni, voglia determinare un deciso cambio di rotta eventualmente rafforzando l’integrazione interforze in ambito sanitario e, garantendo, in ogni caso, che le attività attribuite all’INPS (compiti delle Commissioni di Verifica del MEF) vengano da subito ricondotte nell’ambito delle CC.MM.OO. che dovranno essere messe in condizione di continuare a garantire la tutela dei servitori dello Stato usufruendo di professionisti militari in possesso del necessario bagaglio di esperienze e di competenze medico-legali.

Roma 26 giugno 2023

LA SEGRETERIA GENERALE

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