USMIA Esercito: VOLONTARI IN FERMA – FIGLI DI UN DIO MINORE

USMIA, con questa lettera inviata al Signor Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, intende porre in evidenza la stretta correlazione che esiste tra l’attuale crisi del reclutamento e il livello di benessere assicurato al personale, specialmente a quello neo arruolato.

In particolare, USMIA identifica quattro grandi aree d’intervento sulle quali l’Esercito può intervenire per migliorare le condizioni di benessere fisico e soprattutto psicologico del personale. 

  1. Le infrastrutture dell’Esercito necessitano di un deciso miglioramento. Solo elevando le nostre caserme agli standard assicurati nelle strutture civili possiamo rendere attraente la professione del soldato alle nuove generazioni. Il lavoro di miglioramento iniziato all’indomani del termine del servizio di leva ha apportato un incremento delle condizioni di vita, ma siamo ancora decisamente lontani dall’avere una situazione infrastrutturale appetibile. Tra i possibili interventi ipotizzabili vi sono:

a.          l’installazione di servizi di lavanderia automatica all’interno delle caserme;

b.         la possibilità di servizi igienici limitrofi e riservati al personale alloggiato;

c.          l’installazione di robusti e affidabili servizi di connettività digitale

d.         efficienti servizi di manutenzione degli impianti di riscaldamento, idraulici, elettrici, dati etc.;

e.          l’aumento della fruibilità delle palestre e impianti sportivi oltre l’orario di servizio, potenziandone le capacità e dando una decisa spinta all’integrazione popolazione civile/militari anche attraverso dei servizi di gestione esterna. 

f.          l’avvio di una robusta campagna per l’inserimento degli asili nidi nelle caserme, sostenendo i singoli Comandanti di Reggimento nell’iter di approvazione, costituzione e appalto dei servizi;

g.         costituzione di punti di cottura e consumo per personale che alloggia in caserma.

E’ bene evidenziare come la maggior parte dei Comandanti di Reggimento / Brigata, focalizzati sugli impegni addestrativi e operativi, ha poco tempo ed energie da dedicare al benessere del personale. I progetti che hanno un tempo di realizzazione superiore ai 2 anni di mandato, non vengono ritenuti costo/beneficio a fronte del proprio impegno e rischio personale. Pertanto è necessario identificare degli attori dedicati, possibilmente radicati sul territorio, che possano pianificare, organizzare e concludere i predetti lavori di miglioramento.   

  • Il trattamento economico. Anche in tale ambito, è possibile adottare provvedimenti per aumentare l’attrazione verso la Forza Armata. Infatti i nostri Volontari, differentemente da quanto avviene per le Forze dell’Ordine, ricevono uno stipendio calcolato su “paga giornaliera”, in cui non vengono corrisposte le indennità accessorie destinate al solo personale in servizio permanente, con correlato, ulteriore danno previdenziale. Un Volontario delle Forze Armate, inoltre, non è percettore per il periodo in ferma del TFS e nemmeno della 13^ mensilità (ad esclusione dei VFT) ed infine, in tema di Forza Speciali, gli operatori non in s.p. non percepiscono l’Indennità correlata Brevetto/Qualifica.
  • I regolamenti interni. Nell’odierno contesto sociale nazionale, lo status associato a posizioni d’impiego nelle Forze dell’Ordine è inevitabilmente più ambito. Un possibile bilanciamento a tale condizione potrebbe derivare da una decisa revisione di alcune regolamentazioni, eredità del servizio di leva, che non hanno una sostanziale ragion d’essere e assimilano i giovani dipendenti militari ai coscritti di un tempo: permessi, pernotti, contrappelli formali in uniforme, limitazione di libera uscita in missione all’estero in paesi amici ed alleati, etc.. Tutti vincoli che hanno un diretto effetto sul benessere psicologico del personale.
  • L’orgoglio di essere un militare dell’Esercito. Se il brand è il modo in cui un’azienda si distingue dalla concorrenza, e nel reclutamento siamo in regime di concorrenza, allora è necessario comprendere che l’Esercito ha il suo core business nelle Operazioni all’Estero e l’addestramento specialistico in Patria. Un soldato si arruola anche perché cerca una vita professionalmente appagante in cui indossare una uniforme dignitosa ed idonea alle sue attività, utilizzare degli equipaggiamenti moderni e efficaci, essere addestrato in maniera rigorosa, sfidante ed innovativa, essere impiegato secondo il proprio status. Strade Sicure non solo ci pone in un ruolo ancillare nei confronti delle Forze dell’Ordine, non bastasse la considerazione sociale, ma limita il nostro impiego alla mera guardiania, sotto-impiegando le nostre ragazze e ragazzi.

Infine ci distinguiamo come l’unica Forza Armata che impiega così tante donne e uomini, a fronte del quasi totale disingaggio delle altre Forze Armate. I giovani VFI vogliono essere dei seri professionisti, non delle Forze dell’Ordine di serie B. 

A tutto questo si aggiungono i frequenti problemi alloggiativi, specialmente per quelle unità che si spostano dalla sede stanziale. Non possiamo attendere che i lavori di manutenzione siano terminati con il personale all’interno, è necessario ricorrere sistematicamente ad accordi con strutture residenziali che possano essere utilizzate come provvedimento temporaneo e immediato.

E’ bene rimarcare come lo stato di frustrazione lavorativa si rifletta pesantemente sul benessere psicologicodel personale e insoddisfazione professionale.

USMIA chiede un suo autorevole intervento al fine di migliorare le condizioni economiche e professionali dei nostri volontari.

Roma 5 marzo 2024

Il Segretario Generale Esercito

Leonardo NITTI

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