USMIA Esercito: Licenza Ordinaria 2022, diritto irrinunciabile

USMIA Esercito sta ricevendo numerose lamentele da parte dei propri iscritti in merito ad una errata applicazione delle norme che regolano la licenza ordinaria del personale, provocando malumore tra il personale.
Prima di tutto però occorre fare chiarezza su cosa indica la norma che regola la fruizione di tale licenza, ovvero l’ordinaria, così da poter capire meglio il problema di base.
Tale licenza è regolata dall’art. 12 del DPR 394/1995 e s.m.i., si suddivide per fasce d’anzianità e in base alle giornate lavorative settimanali, da un minimo di 26 giorni annui ad un massimo di 41 giorni annui per chi svolge attività lavorativa basata su cinque giornate settimanali e da un minimo di 30 giorni annui ad un massimo di 45 giorni annui per chi svolge attività lavorativa su sei giornate settimanali.
La licenza ordinaria è un diritto irrinunciabile e non monetizzabile se non per determinati e specifici motivi. Di norma, deve essere fruita entro il 31 dicembre di ogni anno.
Le varie concertazioni che si sono susseguite nel corso degli anni, hanno apportato varie modifiche a tale norma, tra queste modifiche vi è appunto la possibilità di vedersi prorogare tale licenza, nel caso in cui motivi di servizio o motivi personali, non hanno reso possibile fruire in tutto o in parte di tale licenza, nei successivi diciotto mesi, quindi, se prendessimo ad esempio un militare che nel 2023 non ha potuto fruire di tutta la licenza, la rimanente parte, su richiesta da formulare entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, potrà essere fruita entro il 30 giugno 2025.
Va precisato altresì, che dall’entrata in vigore del DPR 40/2018, per il personale inviato in missioni all’estero, il termine dei diciotto mesi decorre dalla data di effettivo rientro nella sede di servizio (punto 3 let. b circolare prot. n. M_D GMIL REG2018 0298279 datata 23-05-2018).
Dopo aver fatto chiarezza e compreso cosa sia la licenza ordinaria e come la stessa e’ regolata, occorre formulare delle opinioni su come la stessa invece viene applicata.
Prendiamo ad esempio il soldato Cicillo Cacace che svolge servizio in un determinato reparto operativo, quindi per motivi di servizio, si trova ancora con la licenza maturata nel 2023. La stessa licenza, per i motivi già ben chiariti pocanzi, dovrà essere fruita entro giugno 2025 (18 mesi a decorrere dal 31 dicembre 2023) inoltre lo stesso Cicillo Cacace ha trascorso ben 6 mesi in missione all’estero, quindi, per effetto del decreto di concertazione, tale licenza, subisce un ulteriore proroga di tanti mesi quanti quelli trascorsi all’estero, ma vabbè, si tratta di piccolezze, Cicillo Cacace ritiene che entro il 30 giugno del 2025 sia un tempo congruo per fruire della licenza residua……NO! Perché dall’alto parte l’ordine di far consumare tale licenza entro giugno 2024. E’ facile comprendere come tutte le norme che con fatica negli anni sono state ottenute a salvaguardia di un diritto cosiddetto “irrinunciabile” il cui scopo e’ quello di far recuperare le energie psico-fisiche di tutto il personale appartenente alle Forze Armate ma anche avere a disposizione giornate da dedicare ai propri cari e a necessità puramente personali siano state totalmente ignorate.
Tali comportamenti, creano malumore nei confronti del personale tra cui quello con oltre 20 anni di esperienza e quasi 50 enni, che si sentono quasi “ricattati” a dover fruire di giornate di licenza obbligatoria in periodi in cui non necessariamente ne avrebbero avuto bisogno, vuoi per organizzazioni familiari che per necessità loro personali.
L’azione di comando, a parere di questa OO.SS. Dovrebbe essere quella di garantire al personale di poter fruire di tali licenze nei periodi a loro d’interesse e nei modi già previsti dalle norme in vigore e come ribadito da varie circolari dello Stato Maggiore dell’Esercito.
Vorremmo anche rappresentare come ad oggi, tale situazione sia molto condizionata dall’effetto di una legge ad oggi non ancora modificata, ovvero la 244/2012.
Qualcuno potrebbe chiedersi in che modo tale legge crea così tanto scompiglio e come la stessa interagisca negativamente con le licenze del personale delle FF.AA., anche a questo daremo una spiegazione logica; Tale legge, che doveva essere attuata entro il 31/12/2024 ( prorogata di 10 anni dal Governo con la Legge 119) prevede un taglio del personale delle FF.AA. passando da circa 190 mila a 150 mila unità.
I meno pratici potrebbero dire: si va bene, se 190 mila sono troppi si taglia, e fin qui non fa una piega, peccato però, che non solo negli ultimi anni gli impegni siano aumentati a dismisura ma addirittura, dopo tanti sforzi fatti per ridurre gli organici del personale impiegato su Strade Sicure, così da renderlo più sostenibile, soprattutto nelle grandi città metropolitane in cui il personale di stanza non è sufficiente a sopperire alle necessità, proprio da poco tempo si è deciso di aumentare nuovamente il personale da impiegare con il risultato che tra missioni estere e impieghi nazionali, tra approntamenti varie e attività addestrative il personale non trova neanche il tempora dedicare alla famiglia e l’unica cosa che vorrebbe e’ almeno potersi gestire la propria licenza nei periodi in cui più ne avrebbero necessità.
USMIA Auspica che tali comportamenti cessino del tutto guardando al futuro con quella professionalità che da sempre il personale militare mette in pratica sia in Patria che all’estero e che da parte dei Vertici, ci sia l’impegno di considerare e di far valere nelle sedi opportune come ridurre il personale e contestualmente aumentarne gli impegni non sia probabilmente la migliore soluzione per nessuno. In ultimo ricordiamo che la Licenza può anche essere donata ad altri colleghi che hanno gravi esigenze sanitarie, da utilizzare per i propri figli.

Roma 3 febbraio 2023

La Segreteria Generale

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