USMIA: Corresponsione al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) di un’indennità speciale di responsabilità/o di posizione, legata al gravoso incarico svolto a supporto del Datore di Lavoro nell’interesse dell’A.D..

L’Unione Sindacale Militare Interforze Associati (USMIA) desidera rappresentare all’Onorevole Guido Crosetto, Ministero della Difesa, il malcontento unanime proveniente dal personale militare che ricopre il delicatissimo ma gravoso incarico di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

La legge prevede che tale soggetto sia in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 del d.lgs. 81/08, è designato dal Datore di Lavoro (DL), a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. 

Sebbene in capo a citato consulente, il legislatore non abbia voluto attribuire obblighi specifici ma i compiti sanciti all’articolo 33 del decreto, è ormai dimostrato e risaputo da diverse sentenze anche della Corte di Cassazione che l’RSPP è soggetto, nello svolgimento dell’incarico, a risponderne in prima persona non solo al proprio Datore di Lavoro ma anche civilmente, penalmente e amministrativamente nei confronti della legge per negligenza, imprudenza, imperizia, inosservanza di leggi o discipline, mancata segnalazione, cattivo consigliere.

In tale ruolo di rilevanza e di fidato collaboratore del Comandante di Corpo, l’RSPP è al momento un soggetto non tutelato in quanto:

  • non percepisce alcuna indennità per l’alto ruolo di responsabilità ricoperto;
  • non è tutelato dall’A.D. sotto il profilo patrimoniale e legale;
  • spesso lavora da solo o con un numero insufficiente di Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP) non avendo il legislatore previsto un numero minimo di addetti;
  • non ha accesso a banche dati gratuite di settore;
  • è giornalmente obbligato a documentarsi e a dare risposte all’organizzazione da cui dipende; 
  • non matura periodi di Comando e quindi, in fase di avanzamento, risulta svantaggiato rispetto a coloro che invece maturano un diritto;
  • ricopre spesso un grado non sufficientemente elevato, non sempre supportato dallo stesso Datore di Lavoro e spesso poco riconosciuto in un ambiente ad alta connotazione gerarchico-funzionale;
  • non ha il diritto a vestire sull’uniforme di un “distintivo di merito” a differenza di altre figure di consulenza datoriale quali l’Esperto Ambientale della Difesa (solo negli Stati Maggiori) o di consulente legale, ecc.

Inoltre, la cospicua mole di lavoro e la pluritematicità degli argomenti trattati giornalmente dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione comportano carichi di lavoro e stress lavoro-correlato ragguardevoli essendo l’attività militare dinamica e spesso altamente operativa.

La tragedia al cantiere del nuovo supermercato Esselunga di Firenze e le nuove norme varate nel Consiglio dei ministri del 26 febbraio 2024, n. 71, testimoniano ancora una volta che il tema della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro è un problema che coinvolge tutti. 

Per quanto sopra esposto, riconoscendo che l’A.D., nel corso degli anni ha fatto passi da gigante nel migliorare il delicatissimo settore, si chiede al Ministero della Difesa, di trovare le risorse economiche, idonee strumenti e le giuste tutele a chi, a distanza di quasi sedici anni dall’approvazione del Testo Unico Sul Lavoro (TUSL), d.lgs. 81/08, e a quattordici anni dall’entrata in vigore del d.lgs. 66/10 (Codice dell’Ordinamento Militare) e successivo regolamento di attuazione, d.P.R. 90/10, cerca di garantire ai lavoratori il diritto ad un lavoro sicuro.

In aggiunta, si attenziona la S.V. che recentemente, con f.n. 109683 dell’11 dicembre 2023, lo Stato Maggiore dell’Esercito, Dipartimento Impiego del Personale, su proposta di PERSOCIV, ha riconosciuto l’esistenza di alcuni incarichi tra il personale civile, tra cui l’RSPP, che potrebbero comportare un’indennità di specifica responsabilità ai sensi dell’art. 54 al CCNL 2019.

Roma 1 marzo 2024

La Segreteria Generale

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