Stati Generali Sindacati Militari 13-14 luglio 2021 Insoddisfacenti le risposte dalla politica

Al termine del secondo ed ultimo giorno degli Stati Generali dei Sindacati Militari, che ha visto per la prima volta 18 associazioni professionali a carattere sindacale parlare con voce ferma ed unitaria, le tanto attese risposte da parte della politica sono state insoddisfacenti. 

Molte le giustificazioni addotte dalle Autorità intervenute in merito allo stallo del DDL Corda, dall’ex Ministro della Difesa, Dott.ssa Elisabetta Trenta, che, ritraendo uno scenario complessivo in cui tutte le correnti politiche, per non decidere, rimbalzano il DDL a colpi di emendamenti tra Camera e Senato, suggerisce alle sigle sindacali militari l’accettazione di una “brutta legge” da approvare comunque subito, all’On. Salvatore Deidda che assicurando l’assenza di pressioni sul testo da parte dei Capi di SM/Com.te Gen. CC, attribuisce l’impasse alla mancanza di copertura finanziaria del provvedimento. L’On. Nicola Fratoianni, pur dichiaratosi un non cultore della materia, ha comunque indicato la necessità di un cambiamento radicale del provvedimento legislativo e, infine, il Senatore Gasparri ha, tra l’altro, colto l’occasione per dichiarare la propria netta avversione e le proprie critiche serrate rispetto alle recenti dichiarazioni del Sottosegretario di Stato con delega ai servizi segreti Franco Gabrielli in merito all’ipotesi di un forte accentramento di poteri nell’ambito del Ministero dell’interno da conseguire con il collocamento di tutte le Forze di Polizia anche ad ordinamento militare alle dipendenze gerarchiche del suddetto Dicastero. 

Di altissimo spessore sono stati gli interventi del Prof. Pietro Lambertucci (Università degli studi dell’Aquila) e del Costituzionalista Prof. Vittorio Angiolini (Università La Statale di Milano), che, stigmatizzando alcuni aspetti di incostituzionalità di alcune parti del DDL in esame al Senato, auspicano una legge rapida ma molto più avanzata. 

Della insoddisfacente risposta politica, ne ha preso coscienza anche Mr. Emmanuel Jacob, Presidente di EUROMIL, che nell’illustrare le varie forme di sindacalismo militare attualmente in vigore nei diversi Paesi Europei, raccomanda uno sforzo comune, al fine di conseguire un risultato normativo più favorevole rispetto a quello delineato dal DDL in discussione. 

La due giorni è poi terminata con gli interventi conclusivi dei Segretari Generali delle Associazioni Sindacali Militari, che si sono impegnati a perseguire ulteriori iniziative volte a persuadere il legislatore circa la necessità di una legge idonea che possa garantire la effettiva tutela dei diritti del personale militare. 

Tra i vari temi indicati da USMIA, è stata evidenziata la necessità di assicurare, in particolare nella fase transitoria, la sostenibilità delle Associazioni professionali. 

L’attuale formulazione del testo preclude, infatti, la possibilità di finanziamento delle Associazioni, in aggiunta ai proventi derivanti dalle quote associative. Tale limitazione, che risulta discriminatoria rispetto a quanto previsto per le Forze di Polizia ad ordinamento non militare (L. n. 121/ 81), rischia 

di limitare lo svolgimento delle normali attività associative considerato che il DDL in esame impedisce, altresì, a differenza di quanto previsto sempre per i sindacati delle Forze di Polizia ad ordinamento non militare (cfr. legge 121/1981), la possibilità di utilizzo di infrastrutture dell’Amministrazione Difesa. 

In mancanza di sufficienti risorse economiche, potranno essere difficilmente sostenuti i vari dirigenti sindacali in posizione di distacco retribuito. Tali figure subiranno, infatti, significative penalizzazioni non potendo percepire, durante il distacco, i trattamenti economici accessori da parte delle amministrazioni di appartenenza, le corrispondenti contribuzioni pensionistiche e in prospettiva i trascinamenti correlati alle indennità operative (non percepite). Le limitate funzioni sindacali, le perdite economiche sulla retribuzione e, in prospettiva sul trattamento pensionistico, costituiranno, a parere di USMIA, un forte disincentivo all’assunzione di cariche sindacali dirigenziali, soprattutto, da parte di militari destinati in sedi di servizio distanti dall’area romana. 

Tale situazione, evidentemente sottovalutata dal legislatore e tale da configurare, nella fase transitoria, una vera e propria forma di boicottaggio delle Associazioni sindacali nonché il rischio di perdita della rispettiva autonomia, potrebbe trovare soluzione, includendo le medesime Associazioni professionali a carattere sindacale tra i beneficiari di aliquota Irpef, mentre, per ridurre i costi di gestione, dovrebbe essere consentita a similitudine di quanto previsto per le Forze di Polizia ad ordinamento non militare (cfr. legge 121/1981), la possibilità di usufruire, per le rispettive attività associative, di infrastrutture appartenenti all’amministrazione della Difesa, in comodato d’uso. 

USMIA nella seconda giornata ha partecipato con il Presidente Maurizio PALMESE, il Segretario Generale Interforze NITTI Leonardo, il Dirigente Nazionale Cosimo Macchitella, il Segretario Generale Vicario Guardia Costiera Giuseppe GIAMPIETRO, il Segretario Regionale Puglia MM Francesco NASTASIA. 

Roma, 15 luglio 2021 

LA SEGRETERIA GENERALE

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