NON POSSIAMO VOLTARE LE SPALLE AL PERSONALE SANITARIO MILITARE ARRUOLATO PER L’EMERGENZA COVID, AI SENSI DELL’ART. 7 DEL DECRETO LEGGE 17 MARZO 2020 N. 18

Lo scorso anno, tra i vari provvedimenti d’urgenza emanati dal Governo è stato previsto, con il D.L. 17 marzo 2020, il reclutamento straordinario di medici e infermieri in ferma, da impiegare per il contrasto all’emergenza pandemica che ha investito pesantemente il nostro Paese.

Si tratta di professionisti altamente qualificati che hanno operato nell’ambito delle Forze Armate fornendo il proprio prezioso contributo anche a favore della popolazione civile, attraverso la partecipazione alle varie attività messe in campo dalla Difesa, per l’installazione di strutture campali, l’accoglienza e la cura di pazienti, il soccorso e i trasporti d’urgenza, lo svolgimento delle campagne vaccinali.

A seguito di una attività così importante, i cui risultati sono stati unanimemente apprezzati e riconosciuti da tutti, tali Ufficiali medici e Marescialli infermieri in ferma saranno purtroppo, in mancanza di appositi provvedimenti di proroga, collocati in congedo il 31 dicembre p.v..

Si tratta di professionalità che hanno oramai acquisito esperienze e capacità tecnico – operative, grazie alle quali potrebbero essere ancora di aiuto al Paese e alla stessa Organizzazione sanitaria militare potendo sopperire alle numerose carenze organiche oggi esistenti.

USMIA auspica fortemente che anche in questa circostanza “nessuno venga lasciato indietro” e che da parte dell’Amministrazione Difesa possa essere prevista oltre che una estensione della ferma, anche un reclutamento straordinario per il 2022 con il quale, a similitudine di quanto già stabilito per altri Comparti del pubblico impiego, si possa consentire a tali professionalità di essere stabilizzate nelle Forze Armate. Al contempo, la stessa Organizzazione militare potrà continuare a valorizzare le competenze e le esperienze oramai acquisite.

Roma 28 ottobre ’21

LA SEGRETERIA GENERALE

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