USMIA CC, A MODENA UN FATTO GRAVE DA CONDANNARE

“Ciò che è accaduto è molto grave. Lo dico in primis come collega e poi come appartenente all’associazione sindacale USMIA Carabinieri.
Noi, come sindacato, siamo intervenuti immediatamente per comprendere la situazione e, soprattutto, per assistere la collega sotto ogni aspetto.
Ci risulta che altrettanto abbia fatto, senza alcun indugio, il comandante diretto della collega che, a sua volta, ha allertato la scala gerarchica.
Non ci compete sapere quali siano i canali che l’Amministrazione ha attivato; sta di fatto che l’ufficiale inquisito, dal giorno dopo l’evento, non risulta in servizio.
Come Associazione abbiamo scelto, in accordo con la collega coinvolta nella grave e sgradevole vicenda, di evitare ogni forma di pubblicità mediatica per evitare una ulteriore forma di vittimizzazione.
La collega è forte e determinata, quindi siamo sicuri che, assistita in ogni fase dai professionisti di USMIA, affronterà questa situazione con la forza e la dignità che caratterizza l’agire di ogni Carabiniere.
L’unica cosa che in questo momento ci sentiamo di dichiarare è che l’azione di comando è l’arte più complessa e delicata da esercitare.
Per tale ragione, riteniamo che sia necessario agire in fretta nell’ambito della cultura militare affinché la figura del Comandante – ad ogni livello della scala gerarchica – oltre alle responsabilità e alle complesse competenze, sia il primo sindacalista del personale alle dipendenze…
Sono convinta che, in questo caso, molti urlatori perderebbero la voce.”

Bologna, 19 maggio 2024

Teresa Panza, Segretaria Regionale pari opportunità
Usmia Carabinieri Emilia Romagna

Alla notizia, ed all’attività di USMIA, è stato dato ampio risalto attraverso la TV ed i giornali regionali

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