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 PRINCIPALI TEMATICHE DA PROPORRE:

  • attuazione dell’area negoziale dirigenti;
  • attribuzione delle classi stipendiali al 23° anno di servizio;
  • aumento del rimborso dei canoni di locazione a seguito di trasferimento d’ufficio;
  • incremento del numero dei Colonnelli;
  • abrogazione del differimento del pagamento del TFS;
  • pensioni e relativi coefficienti di trasformazione;
  • corresponsione anche ai Dirigenti dell’indennità per funzioni tecniche connesse agli appalti pubblici;
  • corresponsione degli adeguamenti ISTAT entro il mese di aprile di ogni anno;
  • adeguamento del trattamento economico, al fine di renderlo omogeneo alle altre categorie dirigenziali del pubblico impiego;
  • riduzione dei tempi di perfezionamento procedimento del Decreto Interministeriale relativo al “c.d. fondino destinato a Magg./Ten.Col” (Art.45, co.11 Dlgs. 95 del 2017).

U.S.M.I.A. Carabinieridipartimento Dirigenti e Area Negoziale – si è posta come obiettivo fondamentale il miglioramento e la valorizzazione dello status giuridico dei Dirigenti ruolo normale, speciale e tecnico affinché, per ciascuna delle predette carriere, trovino oggettiva affermazione le ineludibili specificità che le caratterizzano – compresi gli Ufficiali medici e psicologi, figure di riferimento importantissime a tutela della salute fisica e mentale del personale con il quale instaurano un rapporto fiduciario, stretto ed empatico, che in molti casi agevola anche il percorso di riabilitazione del militare malato.

 

Il nuovo istituto giuridico, che attribuisce alle A.P.C.S.M. funzioni di contrattazione, aprirà un confronto rispettoso e costruttivo tra politica e parti sociali, teso alla trasformazione di un’identità e di un complessivo sistema di relazioni in un modello di sicurezza partecipata che, nel contributo delle diverse componenti della società civile, vede uno strumento indispensabile all’interno di un organismo integrato e non più autoreferenziale.

 

Nel rinnovato assetto, alla luce dei valori costituzionali, il rapporto tra la sicurezza e le libertà si pone in termini di strumentalità della prima rispetto alle seconde. Ciò ha trovato, del resto, conferma nel vigente quadro normativo, che colloca espressamente l’esercizio delle funzioni di polizia al servizio delle istituzioni democratiche e dei cittadini. Il legislatore, pertanto, ha voluto formalmente attribuire alle Forze dell’Ordine un ruolo proattivo nella costruzione di un rapporto di fiducia e di dialogo con la società civile, segnando una netta evoluzione ed una chiara discontinuità rispetto al modello di relazione, per così dire “statica”, configurato dall’art. 1 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza.

 

I compiti fondamentali del personale appartenente al citato Comparto sono infatti quelli di tutelare l’esercizio delle libertà e dei diritti del cittadino, garantendo l’ordine e la sicurezza pubblica. La funzione principale dei Dirigenti di Pubblica Sicurezza è quella di saper prevenire, individuare e distinguere quali comportamenti siano potenzialmente pregiudizievoli per l’ordine pubblico e per le istituzioni dello Stato e quali, invece, costituiscano libera e legittima espressione dei diritti riconosciuti ai singoli, nel regolare svolgimento della vita civile, in un ordinamento democratico.

 

La Pubblica Sicurezza sarebbe priva di efficacia, forza ed efficienza se non potesse contare anche sulla capillare rete di Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri distribuiti su tutto il territorio nazionale, che avvalendosi, ad esempio, dei reparti della linea centrale, addestrativa, territoriale, mobile e speciale, per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare, riescono a garantire una vasta e variegata gamma di competenze nell’ambito del complesso settore della sicurezza.

 

Come immagine di capillarità basta citare le Stazioni Carabinieri, storici avamposti dislocati nelle zone più disparate e difficili del Paese che, sotto il coordinamento dei Comandanti di Compagnia – Ufficiali inferiori e superiori – si occupano diuturnamente del controllo del territorio, della prevenzione e della repressione dei reati, nonché dei nuovi fenomeni criminali, tra cui citiamo la violenza di genere, femminicidi e baby gang. Inoltre, unitamente alle altre Forze di Polizia, detti presidi collaborano nel mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, monitorano i flussi migratori, concorrono nelle attività di soccorso pubblico e curano anche gli aspetti umani attraverso un rapporto empatico e di vicinanza ai cittadini.

 

A coloro i quali sono affidate le delicate e rilevanti responsabilità di comando, gestione e coordinamento del personale appena accennate, che richiedono grandi sacrifici ed elevatissima professionalità, è indispensabile saper riconoscere il giusto compenso, oltre che un’adeguata riduzione dei disagi connessi alla mobilità che danneggia gravemente anche le loro famiglie.

 

U.S.M.I.A. Carabinieri – dipartimento Dirigenti e Area Negoziale – elenca di seguito il programma degli interventi a tutela della categoria dirigenti:

 
    1. riprendere i lavori dell’area negoziale per la Dirigenza delle Forze di Polizia a ordinamento militare – fermi da anni – valorizzando la professionalità, istituendo apposite indennità per le specifiche funzioni svolte;

    2. abrogare il comma 5 e la seconda parte del comma 6 dell’art. 46 del decreto legislativo n. 95/2017, disapplicati fino al 31 dicembre 2023, poiché la loro attuazione comporterebbe un peggioramento del trattamento economico, andando ad incidere negativamente sull’adeguamento ISTAT e quindi sugli stipendi, in netto contrasto con i principi sanciti dal “riordino delle carriere, che impediscono ogni riduzione del trattamento stipendiale del personale;

    3. corrispondere ai 23 anni di servizio effettivo nella carriera le relative classi stipendiali, eliminando il differimento del pagamento ai 25 anni. In tal modo si eviterebbero gli effetti negativi dell’inflazione e si eliminerebbero quelli, particolarmente penalizzanti ai fini pensionistici, che colpiscono i colleghi collocati in quiescenza, per limiti di età, tra il ventitreesimo ed il venticinquesimo anno di servizio;

    4. adeguare al valore di mercato il rimborso del canone mensile corrisposto per la locazione di un appartamento in caso di trasferimento d’ufficio, ormai completamente fuori mercato persino nei piccoli centri; contestualmente avviare un’efficace politica d’implementazione degli alloggi di servizio;

    5. stimolare l’intervento del Governo affinché venga sanato l’ingiusto differimento del Trattamento di Fine Servizio. Infatti, con un’inflazione a tratti galoppante, la rateizzazione fino a tre tranche del TFS, di cui la prima è corrisposta solo dopo un anno dal collocamento in pensione, ha determinato, negli ultimi due anni, una svalutazione del 14% della liquidazione, a cui si somma il costo bancario dell’eventuale cessione del TFS;

    6. sollecitare l’attuazione del comma 95 dell’art. 1 della legge n. 234/2021, che ha istituito un fondo destinato all’adozione di provvedimenti normativi dedicati al comparto sicurezza e difesa, attraverso il quale, fermo restando il mantenimento degli attuali limiti d’età ordinamentali per il collocamento in quiescenza, adeguare i coefficienti di trasformazione del montante contributivo a quelli attualmente in vigore per il collocamento in pensione per raggiunti limiti di età dei pubblici dipendenti;

    7. intervenire per corrispondere agli Ufficiali dirigenti di tutti i ruoli (ordinari, tecnici, medici…) gli incentivi previsti dal codice degli appalti, in quanto è mancato il riconoscimento della relativa specificità ai fini della tutela economica, come previsto dall’art 19 della legge n. 183/2010. In sostanza, il personale dirigente, a fronte di maggiori responsabilità, arriverebbe a percepire, in settori strategici, una retribuzione complessiva inferiore a quello con qualifica non dirigenziale;

    8. stimolare l’emanazione, entro e non oltre il 30 aprile di ogni anno, del D.P.C.M. concernente l’adeguamento annuale previsto dall’art. 24, co. 1, della legge n. 448/1998 (cd. adeguamento Istat), come sancito dal medesimo articolo, affinché si riducano gli effetti negativi dell’inflazione sui relativi incrementi stipendiali.

Un adeguato riconoscimento delle professionalità e delle competenze dei Dirigenti andrebbe a stimolare la motivazione delle donne e degli uomini appartenenti alle Forze dell’Ordine, su cui ricadono le maggiori responsabilità per garantire e preservare l’efficienza tecnico / operativa / amministrativa dell’Istituzione.

 

Gli auspicati provvedimenti normativi/contrattuali, oltre a rappresentare un fondamentale atto di giustizia, costituirebbero una leva esponenziale, i cui effetti positivi andrebbero ad incidere direttamente sull’efficienza e sull’efficacia dei servizi in favore del cittadino, sulla sicurezza del territorio e sulla crescita sociale dell’intero Paese.

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