FORZE DELL’ORDINE: CHI ERAVAMO E COSA SIAMO DIVENTATI

C’ERA UNA VOLTA: UNO “SCAPPELLOTTO” ERA MOLTO PIÙ EFFICACE E EDUCATIVO DI UNA DENUNCIA

Il Segretario Generale USMIA Carabinieri Carmine Caforio: “svolgo servizio nell’Arma da 35 anni e, tranne il periodo di istruzione e formazione militare, il resto li ho trascorsi interamente nell’ambito dei Reparti della linea operativa territoriale; per questi motivi sento la necessità di esprimere un pensiero, del tutto personale, su quello che eravamo e cosa siamo diventati.

Premetto che, al di fuori della Magistratura, verso la quale tutti riponiamo massima fiducia, nessuno è nelle condizioni di esprimere legittimamente giudizi imparziali e corretti sulla vicenda che ha intrappolato nel “tritacarne” mediatico – spesso molto più umiliante e afflittivo di qualsiasi altro procedimento – il Comandante della Stazione di Castiglione in Teverina (VT), ripreso da una telecamera mentre colpiva con uno “scappellotto” un giovane dello stesso paese.

Il fatto sembrerebbe sia scaturito a seguito dell’intervento effettuato da una pattuglia dei Carabinieri presso l’abitazione del predetto che, irrispettoso delle lamentele di un’anziana signora esasperata, continuava ad ascoltare musica ad alto volume, così arrecando disturbo alla quiete pubblica. All’invito dei militari, per tutta risposta, il medesimo giovane li avrebbe offesi con degli insulti.    

Al fine di scongiurare ogni tentativo di strumentalizzazione – Caforio sottolinea: “qualsiasi forma di violenza è da censurare, tranne il caso in cui l’agente sia convinto di operare in una situazione di fatto tale da far ricorrere una delle cause di giustificazione previste dalla Legge. Ricordo a me stesso – senza timore di essere smentito – che la nostra generazione è cresciuta e si è formata con gli “scappellotti” a scuola da parte degli insegnati e per strada da Carabinieri e Poliziotti. Guai, se venivano a saperlo i genitori, altrimenti, senza saper ragione, prendevi anche il resto; l’agire delle Forze dell’Ordine riscuoteva unanime apprezzamento, rispetto e fiducia poiché finalizzato a educare e mai a infierire.

Non sarò certo io a valutare se quei metodi, qualora utilizzati eccezionalmente e solo per dare un segnale all’adolescente particolarmente esuberante o al giovane irrispettoso che stava prendendo una strada sbagliata, siano quelli giusti, anche perché non sono nella posizione di poterlo affermare. Sta di fatto che qualche anno fa, quando un servitore dello Stato ti intimava di fermarti o di interrompere un comportamento irriverente – o peggio costituente reato – solo qualche criminale incallito osava disobbedire agli ordini impartiti dall’Autorità e stai pur certo che qualche mese “al fresco” lo passava.”

USMIA Carabinieri, in attesa che la Giustizia faccia il suo corso, esprime la propria solidarietà al Comandante della Stazione Carabinieri di Castiglione in Teverina, uomo amato, stimato e rispettato da tutti i cittadini perbene che popolano la comunità a lui affidata, come testimoniano le petizioni in atto, condivise anche dalle Autorità locali.          

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