NO AI SERVIZI NOTTURNI PER ULTRACINQUANTENNI: L’ETÀ ANAGRAFICA NON COINCIDE CON QUELLA BIOLOGICA

USMIA CARABINIERI: E’ GIUNTA L’ORA DI UN ACCORDO NAZIONALE QUADRO

Valutata positivamente la recente circolare n. 55/2-1-2023, datata 16 giugno u.s., emanata dall’Ufficio Affari Giuridici e Condizione Militare del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, concernente la tutela della genitorialità che fornisce la possibilità di ottenere, previa domanda, l’esonero – nei casi previsti dalla stessa disposizione – dal servizio notturno da parte del personale appartenente alle Forze di Polizia a ordinamento militare. Apprezzandone il giusto fine, si ritiene che il momento sia propizio per affrontare, con la necessaria attenzione e sensibilità, alcuni altri importanti aspetti che riguardano la salute del personale, uno dei principali fattori strettamente collegato all’efficienza istituzionale. 

Ci riferiamo all’esenzione – sempre a domanda – dai servizi notturni anche per i militari ultracinquantenni, con particolare riferimento a coloro che svolgono attività esterne di natura operativa. Un provvedimento legittimo e migliorativo delle condizioni del personale, già adottato da altre Forze di Polizia, da prendere urgentemente in considerazione, che andrebbe a favorire non solo gli inviolabili diritti a tutela della salute e della sicurezza dei militari che hanno superato la soglia dei 50 anni, ma aumenterebbe la motivazione, il benessere e la produttività dei dispositivi distribuiti su tutto il territorio nazionale. 

I parametri connessi con l’età anagrafica, attualmente adottati dall’Amministrazione per l’impiego del personale, appaiono in contrasto con i principi dettati e dimostrati dalla ricerca scientifica – afferma il Segretario Generale Usmia Carabinieri Carmine Caforio e aggiunge: l’età biologica raramente coincide con l’età anagrafica, per cui non contano gli anni che un soggetto ha, ma l’età che lo stesso soggetto dimostra, in base al proprio stato di salute.

Al riguardo – conclude Caforio – non si spiega come mai un 60enne, sino al giorno prima del suo congedo, possa continuare tranquillamente a espletare servizio esterno – anche notturno –,in quanto ritenuto potenzialmente idoneo ad affrontare rischi e relative incognite del mestiere, mentre, in alcuni casi, l’età anagrafica limiti, ai Carabinieri, la possibilità di accettare interpellanze (per esempio, missioni all’estero), oppure ambire al trasferimento in taluni reparti (per esempio, reparti inquadrati sotto la linea mobile)

USMIA Carabinieri, ritenendo che l’argomento in esame risulti molto complesso e delicato, organizzerà un convegno, con l’intervento di autorevoli professionisti, esperti nel campo della medicina del lavoro, per affrontare le varie criticità rappresentate, anche allo scopo di intraprendere un percorso di collaborazione con l’Amministrazione, teso ad individuare criteri che prevengano l’insorgenza di patologie ovvero che evitino l’aggravamento di quelle già esistenti; un progetto costruttivo che, oltre a migliorare il benessere e le condizioni del personale, diminuirebbe le assenze dei militari per malattia e aiuterebbe a contenere le spese sanitarie, che gravano pesantemente sul bilancio pubblico.

Questa A.P.C.S.M, infine, alla luce della legge n. 46/2022, ritiene, altresì, che siano maturi i tempi per prevedere, in occasione del rinnovo del prossimo contratto di lavoro, la stipula di un accordo nazionale quadro di amministrazione, tra il Ministro e le organizzazioni sindacali, nell’ambito delle materie di competenza, tra le quali vi è certamente il contenuto del rapporto di impiego del personale militare.

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